Festival

di letteratura di montagna, viaggio, avventura

 

LetterAltura: l'ouverture tra i fiori di Villa Taranto

a cura di Luca Lorenzini

Giovedì, 25 Giugno 2009

LetterAltura: l'ouverture tra i fiori di Villa Taranto Il Capitano scozzese Neil Mc Eacharn realizzò i Giardini di Villa Taranto nel 1931. Avrebbe mai potuto immaginare che un giorno, in questa meravigliosa riserva fiorita, qualcuno avrebbe parlato di montagne, neve e valanghe? E invece....

Nello spettacolare scenario della vasca dei fiori di Loto, mercoledì 24 giugno 2009, si è svolta la cerimonia d'apertura della terza edizione di LetterAltura, Festival di Letteratura di montagna, viaggio, avventura. All'evento hanno preso parte un nutrito pubblico e numerosi rappresentanti istituzionali. L'inaugurazione è stato il primo di una lunga serie di appuntamenti che, dapprima a Verbania ed a seguire nelle montagne circostanti dell'Ossola e del Cusio, ci accompagneranno sino al 19 luglio.

Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, ha sottolineato il ruolo e l'originalità intrinseca di LetterAltura: "Nel periodo estivo, quando il Lago Maggiore e le sue valli accolgono migliaia di turisti, è molto  importante poter offrire opportunità culturali. Questo Festival ha rafforzato il binomio cultura-montagna, uscendo dagli schemi tradizionali che legano solitamente le terre alte alla pratica di attività sportive e outdoor".

Dopo i saluti di Marco Zacchera, neo eletto Sindaco di Verbania e dei rappresentanti della Provincia del Verbano Cusio Ossola, della Camera di Commercio e di altri partner istituzionali e sponsor, il Festival ha preso ufficialmente il via.

Ad aprire le danze è stato il recital Valanghe di Carta, lettura-spettacolo, miscellanea di voci, suoni e immagini. Curato dalla Biblioteca Nazionale del CAI, in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna e il Coro Edelweiss-CAI di Torino è stato ideato da Gianluigi Montresor, Alessandra Ravelli e Consolata Tizzani. Valanghe di carta ha proposto una selezione di brani letterari sul tema della valanga, introdotti dallo scrittore Enrico Camanni e dal giornalista Roberto Serafin. Un viaggio nell’immaginario popolare, dall’antichità ai giorni nostri, nella vita in montagna, nel lavoro e nella pratica sportiva. La voce recitante di Silvia Elena Montagnini, accompagnata dall'arpa di Marta Pidello, ha letteralmente rapito il pubblico presente.

E così, in pochi minuti, attraverso racconti carichi di suspense, ci si è trovati di nuovo in montagna, nella montagna vera, quella che si vive in prima persona, o di cui si legge e si sente parlare. Una dimensione verticale che talvolta non perdona l'uomo e nella quale, sotto valanghe di neve e ghiaccio, si può trovare la morte o la salvezza, propria e di un amico. Perchè è inutile nasconderlo, molte delle parole scritte dedicate alle terre alte parlano di frequente di fatti tragici, che riguardano spedizioni, cordate di esperti, avventure di singoli.

La cultura e la condivisione di regole fondamentali possono contribuire alla diffusione di un nuovo costume dell'andar per monti; una modalità fatta di attesa, lentezza e capacità di rinucia, per rendere meno rischiose le escursioni e indimenticabili le discese con gli sci in neve fresca.

 
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