È docente universitario (Università di Bergamo e IULM di Milano), scrittore, saggista, firma autorevole di alcune testate giornalistiche. Studioso di poesia dialettale, cui ha dedicato alcuni volumi editi da Einaudi e Mondadori, è autore di alcune edizioni critiche di testi sette-ottocenteschi e ha collaborato alle maggiori storie letterarie degli ultimi anni. Recentissimo il suo Un cerino nel buio. Come la cultura sopravvive a barbari e antibarbari (Bollati Boringhieri, 2008). Ma Brevini è anche appassionato alpinista e viaggiatore. Esperto scalatore dell’arco alpino, ha compiuto numerose traversate nell’Artico, in Africa ed Himalaya, consegnando le sue testimonianze ad alcuni volumi autobiografici: Ghiacci. Uomini e avventure dalle Alpi al Grande Nord (Mondadori, 2002), Il ponte dell’Erfolet. Perché sono diventato alpinista (Le Chateau, 2002); Rocce. Dal Borneo alle Lofoten, dalle Alpi al Sahara. Avventure di uomini in scalata (Mondadori, 2004).
È stato responsabile scientifico per l’Anno Internazionale delle Montagne indetto dall’Onu nel 2002 e direttore scientifico del progetto Montagne Sicure. Ha coordinato la ricerca Montagne e comunicazione promossa dalla Società Economica Valtellinese ed è stato responsabile della comunicazione per i Campionati mondiali di sci di Bormio 2005.
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