Festival

di letteratura di montagna, viaggio, avventura

 

IL VOLO

Lunedì, 22 Novembre 2010

IL VOLO Appuntamento giovedì 25 novembre alle ore 17.00 al Museo Diffuso, in SALA CONFERENZE  - Palazzo dei Quartieri Militari, Corso Valdocco 4/A - 10122 Torino.
IL VOLO - Un cortometraggio di Wim Wenders. Con Luca Zingaretti, Ben Gazzara (doppiato da Giancarlo Giannini) e Wim Wenders.

Sarà presente in sala Chiara Sasso, autrice del libro “Trasite, favorite. Grandi storie di piccoli paesi. Riace e gli altri”.

Dall'incontro tra Wim Wenders e un bambino afgano nasce Il volo, un cortometraggio che racconta un luogo dove l'accoglienza è una possibilità concreta.
Il grande regista tedesco compie un viaggio nella Calabria che ha aperto le proprie case ai profughi di tutto il mondo: il cortometraggio è nato come un breve racconto di un’iniziativa a suo modo rivoluzionaria, in dieci minuti Wenders avrebbe dovuto raccontare la scelta di alcuni comuni calabresi (come Scilla, Badolato e Riace) di integrare gli immigrati ripopolando interi paesi che si erano svuotati a causa dell'emigrazione calabrese verso il nord o verso l'estero.
Nel corso della lavorazione, però, il regista tedesco è venuto a conoscenza delle storie personali di alcune delle comparse e ha deciso di trasformare il suo film: i primi dieci minuti sono rimasti come nel progetto iniziale, ma nei venti successivi Wenders entra in scena in prima persona e si mette in gioco.

WIM WENDERS: “Ramadullah, un piccolo rifugiato che faceva la comparsa nel film, viveva a Riace e ogni giorno faceva tre ore di pullman per venire sul set. Un giorno mi si avvicinò, mi guardò dritto negli occhi e mi disse: ‘E’ molto bello quello che stai facendo qui, ma noi siamo venuti fin qui solo per te, adesso sei tu che devi venire da noi a Riace se no non sei una persona seria’. Tornato in camera quella sera fui preso letteralmente dalla disperazione. Capii che dovevo fare qualcosa, che dovevo cambiare la sceneggiatura. Era necessario insomma che la fiction indietreggiasse per fare posto alla realtà. ‘Come posso non raccontare le loro storie vere’ pensai. ‘Come posso fare un film sui rifugiati, senza coinvolgerli in prima persona’. All’improvviso, dopo aver ascoltato le loro storie, capii che avrei rischiato di tradire l’idea stessa del film se avessi limitato i loro ruoli a semplici comparse, quasi fossero ‘clandestini’ anche sul set.

In collaborazione con la Rete dei Comuni Solidali e la Calabria Film Commission.
INGRESSO LIBERO
 

 
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