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di letteratura di montagna, viaggio, avventura

 

La maschera e il volto

Mercoledì, 4 Agosto 2010

La maschera e il volto

Viaggio comico e no alla ricerca del teatro perduto e ritrovato

Recital di Alessandro Marchetti con Luisella Sala.

Premeno (VB) – 13 agosto – ore 21.00.

Come nella più pura tradizione della Commedia dell’Arte, durante il recital, l’attore-regista Marchetti taglia aggiunge modifica trasforma il suo spettacolo, nel suo stile d’improvvisazione, a seconda dello spazio e del pubblico.

Marchetti traccia una galleria di ritratti delle principali figure della Commedia dell’Arte partendo dalla loro invenzione del XVI – XVII secolo, per farceli rivivere in un mondo più contemporaneo.

Dopo averci intrattenuto sul linguaggio del corpo,  giunge alla maschera vera e propria che, privando il viso della sua espressività e sostituendola con quella propria definita dallo scultore, rende appunto necessario il linguaggio del corpo per esprimere i sentimenti, le emozioni, le paure e le passioni dell’uomo.

E’ quindi la maschera che, mortificando la banalità del viso e il narcisismo dell’attore, lo obbliga a rivelare la sua bravura.

La maschera della Commedia dell’Arte non ride, non piange, non esprime nulla di preciso; ha un’espressione indefinibile che può essere sottomessa incessantemente al gioco del corpo e trascendendo appunto la banalità del volto dell’attore trasferisce il particolare nell’universale.

E’ poi la voce dell’attore con le sue modulazioni dettate dai vari dialetti che determina le caratteristiche e l’invenzione di ciascuna maschera.

 

Vediamo così succedersi le principali maschere :

Zanni – che ritorna dalla guerra, esperienza terribile che porta a una nuova presa di coscienza…

Pulcinella – che racconta la storia surreale e apparentemente insensata dei tre cacciatori…

Pantalone – impegnato a conservare le ultime vitalità nell’eterno conflitto generazionale…

Il Dottore – depositario di tutte le scienze e seduttore dei semplici…

Il Capitano – il ridicolo del rappresentante del potere militare e di tutte le possibili sopraffazioni…

Arlecchino e Brighella – gli eterni affamati che, ciascuno a suo modo, cercano un’esistenza  possibile…

 

Così viene costruita la piramide della Commedia dell’Arte con i suoi archetipi.

Ma la Commedia dell’Arte è soprattutto gioco, divertimento, in cui lo spettatore, attraverso il riso, può liberare le ansie di sempre.

 
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