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di letteratura di montagna, viaggio, avventura

 

TRA SIMBOLISMO E LIBERTY – Luigi Serralunga

Lunedì, 31 Maggio 2010

TRA SIMBOLISMO E LIBERTY – Luigi Serralunga

A Villa Giulia – Verbania Pallanza – dal 30 MAGGIO al 17 OTTOBRE 2010.

da mercoledì a venerdì ore 14 - 19

da sabato e domenica ore 11 – 19

Per informazioni www.craavillagiulia.com

Ingresso: intero 5 euro

ridotto 3 euro (dai 6 ai 14 anni, maggiori di 65 anni e gruppi oltre 10 persone).

Biglietto gratuito: Abbonamento Musei Torino Piemonte e residenti nel Comune di Verbania.

Con una selezione di oltre ottanta importanti opere provenienti da collezioni pubbliche e private, il Centro di Ricerca Arte Attuale (CRAA) di Villa Giulia a Verbania ospita una mostra antologica su Luigi Serralunga, valente pittore e interprete della cultura artistica italiana a cavallo fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo.

Luigi Serralunga nasce a Torino il 26 ottobre 1880, da una famiglia benestante, appartenente alla borghesia torinese e legata all’amministrazione regia. Trascorre la sua infanzia a Torino e nel 1896, dopo aver compiuto gli studi tecnici, si iscrive alla Reale Accademia Albertina di Belle Arti, dove frequenta i corsi triennali di architettura, geometria, figura, storia e ornato, partecipando ai concorsi interni indetti dall’Accademia con apprezzabili esiti. Terminati gli studi preparatori, nell’autunno del 1900 si iscrive con profitto al corso superiore di pittura,

ottenendo la medaglia di rame nel corso di disegno di figura. Tra gli insegnanti dell’Accademia, tra cui compaiono anche Piercelestino Gilardi e Odoardo Tabacchi, rispettivamente titolari delle cattedre di pittura e scultura, Giacomo Grosso, pittore affermato giunto al successo con la prima Biennale di Venezia, è sicuramente il principale riferimento

nella formazione artistica di Serralunga. Quest’ultimo ottiene poi la possibilità di soggiornare

a Roma, dove si reca nel 1902 per effettuare studi e rilievi dell’antico. La sua educazione

artistica prosegue con profitto: al termine del secondo anno, vince la medaglia d’argento e l’acquisto di un’opera fuori concorso per il valore di £ 25, così come l’anno successivo, quando gli viene nuovamente attribuita la medaglia d’argento. Ormai ventritreenne, Serralunga conclude positivamente gli studi nel giugno del 1904, aggiudicandosi un assegno di £ 100 per la prova finale di nudo dal vero. Nel medesimo anno il pittore inizia a esporre presso la Società Promotrice di Belle Arti di Torino, partecipando all’annuale rassegna espositiva per i soci in maniera pressoché ininterrotta fino al 1939, anno precedente la sua morte.

Serralunga si afferma gradualmente nella florida scena artistica torinese in cui operano personalità del calibro di Lorenzo Delleani, Cesare Saccaggi, Leonardo Bistolfi e Giovanni Guarlotti. Lo stile pittorico di Serralunga, inizialmente legato al gusto fin de siècle della pittura grossiana e ranzoniana, nel corso degli anni assume un’autonomia espressiva che trova i migliori esiti nella ritrattistica, nel nudo, nelle scene di caccia e in alcune nature morte, soggetti resi con una grafia leggera, al limite del non finito (particolarmente evidente sui bordi). La sua poetica incarna i dettami della tradizione tardo-simbolista, contaminata dalle suggestioni provenienti dalla grande stagione della pittura figurativa ottocentesca. Nei ritratti

delle dame e degli esponenti della borghesia cittadina, la luce tersa sottolinea il pallore dell’incarnato mentre la pennellata, dapprima più controllata e suadente e poi più sfrangiata e opaca, regala all’osservatore intensi brani di armonia cromatica e compositiva. Serralunga partecipa alle esposizioni torinesi della società Promotrice e alle mostre nazionali della corrispettiva milanese; particolarmente degne di nota risultano essere le partecipazioni alla mostra Tre pittori piemontesi, tenutasi a Milano presso la galleria La Vinciana nel 1921, e alle

Quadriennali torinesi del 1923 e del 1928. Nello stesso anno la Società Promotrice ospita una personale dell’artista in cui sono presentate una quindicina di opere tra nature morte e ritratti. Serralunga è altrettanto presente nelle esposizioni organizzate dalla Società

d’Incoraggiamento alle Belle Arti, in seno al Circolo degli Artisti, e dalla Società Amici dell’Arte, entrambe attive in Torino, come testimoniano le cronache artistiche firmate dalla penna di Emilio Zanzi, critico d’arte della «Gazzetta del Popolo» e corrispondente da Torino per la rivista «Emporium». Accanto alla produzione artistica, Serralunga apre il proprio studio ai giovani artisti torinesi, che trovano in lui un maestro severo e capace: tra essi, Mattia Moreni ed Ettore Fico. Nel 1939, ormai malato, Serralunga partecipa alle selezioni per i Premi Sanremo di pittura, prima di abbandonare l’attività artistica e trascorrere gli ultimi mesi nella casa di Castiglione torinese. Aggravatosi e trasferito in ospedale, il pittore muore a Torino il 3

febbraio 1940. Due anni dopo, il circolo degli Artisti organizza un’esposizione postuma con

oltre ottanta dipinti selezionati dagli amici tra le opere presenti nello studio e nelle collezioni

private, accompagnata da una commossa presentazione del pittore Guarlotti. Successivamente alla morte dell’artista, le sue opere sono esposte nelle rassegne annuali “900 piemontese” curate dalla galleria Fogliato, tra le quali occorre segnalare l’Omaggio a Serralunga del 1977, e nelle mostre La pittura a Torino all’inizio del secolo (Torino, Teatro Regio, 1978) e Flower Power (Verbania, Villa Giulia, 2009). Oltre alle numerose collezioni private, opere di Serralunga sono presenti presso la GAM - Galleria d’Arte Moderna di Torino, il Museo Civico Palazzo Traversa di Bra e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Pisa.

 
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